Ultimi km per la laurea!

Eccomi qui di nuovo sullo schermo del mio portatile pronta a raccontare ciò che mi passa per la testa. Il blog è nato in un momento della mia vita in cui dovevo decidere del mio futuro dopo il famosissimo esame di “maturità”. Per chi ha seguito i miei rarissimi post saprà che mi sono iscritta all’università, lo so è stata una decisione molto cliché. Eh vabbè, è andata così!

Ora passiamo all’argomento principale di oggi che riguarda… *rullo di tamburi* … “Terminare l’università” olè! Siamo sempre in tema di studio e scelte, mi dispiace ma non ci posso fare nulla. Iniziamo va, prima che perdo la vostra attenzione.

Se siete arrivati fino a qui, complimenti!

La mia carriera universitaria come la maggior parte di tutti gli universitari ha avuto i suoi momenti alti e bassi. La mia, nei primi due anni e mezzo, ha avuto principalmente momenti bassi perché non ero per niente sicura della mia decisione soprattutto perché volevo fare altro.  In tutto questo, stranamente, ho continuato a studiare e a dare esami delle materie principali del mio corso di laurea e non ero così indietro. Nella sessione estiva del mio terzo anno di università vedendo amici del liceo e dell’università prepararsi alla laurea mi sono svegliata e ho iniziato la mia corsa agli esami. Ora mi mancano due esami e numericamente non sono tanti ma all’improvviso il traguardo sembra così lontano e io non ho più energie per andare avanti e raggiungere la meta. Vorrei arrendermi ma sarebbe una cosa ridicola dopo tutto il tempo e il sacrificio che ho dedicato. Penso proprio di aver raggiunto il famoso muro del trentesimo chilometro di una maratona quando crolli senza più forze.

Mi scuso per questo post random. In ogni caso vi farò sapere se riuscirò a laurearmi. Saluti!

Annunci

Compleanno

Oggi, 18 giugno, compio gli anni. Ogni volta che si avvicina l’arrivo del mio compleanno inizio ad agitarmi. Sarà la pressione degli anni che passano e dell’invecchiare. Il timore del futuro. Vorrei imparare a vivere giorno per giorno senza pensare troppo in avanti. Un passo alla volta, minuto per minuto… La colpa è solo mia se mi sento in questo modo e se sento la pressione. Io sono responsabile della mia vita e di ciò che faccio.

Ho quest’idea per “festeggiare” il mio compleanno. Il piano è prenotare un albergo per una sera senza dire a nessuno dove sono. I miei genitori forse si preoccuperanno e in caso mi chiamassero gli invierei un messaggio con scritto semplicemente “Sono al sicuro. Ci vediamo a casa domani.”. Un messaggio che di certo non li tranquillizzerà. Ho trovato una stanza d’albergo molto carino ad un prezzo non per niente basso, parliamo di circa 140 euro, ma l’idea mi entusiasma e soprattutto mi diverte. L’idea non è male, perché non farla!? Uhm, sto valutando che magari quei soldi li potrei spendere in un altro modo dopo la fatica e l’impegno che c’ho messo per mettere da parte dei soldi. E’ il mio compleanno direte quindi tutto è lecito e posso fare quello che voglio. Ecco il mio problema, ogni volta tante idee grandiose ma c’è sempre quella paura e timore di buttarmi. Io da sola non riesco a fare nulla perché ho sempre paura, ma in compagnia mi sento invincibile.

A 24 anni forse è ora di dire basta a questa mia paura e forse è ora di rischiare. L’importante è vivere il momento e divertirsi perché il tempo è un qualcosa di prezioso che non si può riavere indietro. Il denaro di cui mi preoccupo tanto di spendere invece potrà sempre essere recuperato.

P.S. Alla fine quest’idea non sarà realizzata perché vorrei davvero fare qualcosa di grande con i risparmi e fare questa “pazzia” diminuirebbe solo i soldi destinati ad altro. Vi terrò informati.

Esperienza alla RaiCom

Nel novembre 2016, ho inviato il mio curriculum alla RaiCom per una proposta di tirocinio curriculare agli studenti della mia università. Ero entusiasta dell’idea di poter svolgere un tirocinio presso la Rai soprattutto perché sono un’appassionata di tutto ciò che riguarda l’audiovisivo e mi sono sentita all’altezza del posto. Una volta inviato il curriculum era una questione di attesa, ma io non vedevo l’ora di avere risposte. La scadenza dell’invio del curriculum era previsto per il 30 novembre e ho pensato che in circa una o due settimane dalla scadenza avrei avuto notizie dalla Rai, invece no. Nel frattempo era arrivato dicembre, le feste poi l’anno nuovo e della Rai non si sapeva ancora nulla.

Ho anche iniziato a pensare che forse mi ero immaginata o inventata tutto e ho cominciato a dubitare dell’esistenza della Rai. Durante la seconda settimana di gennaio, ormai, mi ero arresa e avevo deciso di non pensarci più. Ovviamente, quando meno te lo aspetti… Ecco, ricevo una chiamata da un numero sconosciuto ed è la Rai! Rispondo al telefono e per un momento non riesco a parlare, infatti ho subito pensato:”Esiste davvero la Rai!”. Al telefono avevo parlato con una ragazza che mi ha invitato per un colloquio negli uffici della RaiCom.

Il giorno del colloquio vado negli uffici, mi presento alla reception area dove mi danno una specie di biglietto per poter passare ai tornelli e vado nella stanza indicata. Il colloquio è stato con una signora che mi ha chiesto di presentarmi poi la conversazione è diventata ed è terminata in lingua inglese. La signora mi ha spiegato in generale in cosa consisterà il tirocinio e mi ha detto che deve sentire ancora altri canditati perciò mi avrebbero fatto sapere. Ci siamo salutati e io sono uscita.

Il colloquio non mi è sembrato che sia andato male ma sono passate tre settimane e non ho ancora ricevuto la chiamata, quindi deduco che non sono stata scelta per il tirocinio. Ora ho smesso di sperare alla chiamata, ma vorrei tanto sapere quanto ci vuole a fare una telefonata o inviare una mail con scritto “Mi dispiace non sei stata selezionata” o qualcosa come “Non hai vinto, ritenta che sarai più fortunato”, mi va bene anche un “Non ti vogliamo” ammetto che è dura sentirselo dire però almeno è una risposta.

img_1796
Biglietto giornaliero alla Rai Com. Si ricorda ai gentili passeggeri di conservare il biglietto all’uscita.
Eh vabbè, la vita va avanti! Io mi troverò un altro tirocinio e ho imparato che al prossimo colloquio quando mi diranno “Ti faremo sapere” chiederò chiaramente se mi faranno davvero sapere anche se la risposta sarà negativa. Nonostante tutto ringrazio la RaiCom per questa opportunità di collaborazione che offrite a noi studenti (approfittandone, parole dette dalla signora al colloquio) ed infine un ringraziamento speciale da parte mia perché anche se solo per un momento, uno dei miei sogni si è (quasi) realizzato.

MacBook non si accende!

Vi racconto come la Apple mi ha “riparato” il mio portatile senza aver pagato nulla.

Possiedo un MacBook da tre anni e negli ultimi mesi ha iniziato a comportarsi in modo strano. Il computer si riavviava da solo, lo schermo diventava verde con delle righe e ogni tanto si spegneva di colpo per poi non accendersi immediatamente. Un giorno non si è proprio più acceso e ogni volta che premevo il bottone di accensione: le ventole partivano e dopo pochi secondi il portatile si spegneva, mentre collegandolo al caricatore le ventole continuavano a girare e lo schermo rimaneva nero. Quella sera alla fine si è decisa di accendersi ma dopo 10 min. si è spenta nuovamente.

La mattina seguente lo porto all’Apple Store di Roma e gli spiego la situazione. Il Genius di Apple mi dice che quasi sicuramente il problema è la scheda logica, ma verificheranno prima di confermarlo. A quel punto capisco che la riparazione mi costerà quanto un nuovo portatile Windows e che il mio MacBook è morto, infatti il preventivo per la sostituzione della scheda logica è di €462,76 IVA inclusa. La sera mi confermano via telefono che il problema è la scheda logica e mi chiedono il permesso per poter procedere con la sostituzione, ma rispondo che ci avrei pensato e che avrei dato la conferma il giorno seguente. Dopo la chiamata con la Apple, decido di cercare su internet schede logiche per il mio MacBook per vedere effettivamente quant’è il costo del pezzo ma non trovo il modello per mio portatile. Alla fine decido che me lo sarei ripreso e che sarei andata da un altro tecnico per avere una seconda opinione. Il giorno dopo ricevo la chiamata dal negozio e gli rispondo che non avrei continuato con la riparazione e che mi sarei comprata un altro portatile (non è vero ma non potevo dire che l’avrei portato da un altro tecnico). Mi presento all’Apple Store, faccio il check-in dal Genius e mi fa accomodare in uno dei tavoli in negozio. Attendo per qualche minuto e dopo poco arriva un altro Genius con il mio MacBook che si presenta come fanno di solito e mi dice “Ho una buona notizia per te!” e io rispondo “Davvero!?”. Ero sorpresa e ho pensato che magari mi avrebbero riparato il portatile gratuitamente o ad un costo non così alto perché magari il mio portatile rientrava tra i programmi Apple di riparazione o qualcosa di simile, ma non è stato così. Il Genius mi spiega che in fase di rimontaggio della scheda logica l’hanno pulito e hanno trovato del materiale – probabilmente polvere – che impediva l’accensione e il corretto funzionamento della scheda logica. Sono stati fatti vari test e mi ha detto che il MacBook funziona correttamente, mi ha anche detto che non è certo quanto mi durerà ma almeno per ora funziona e mi sono risparmiata i soldi. Ho chiesto anche se avevano visto altri problemi nella scheda logica come parti bruciate e lui mi ha risposto dicendo che c’era solo quella parte dove si era incastrata della polvere. Alla fine mi riprendo il mio MacBook, firmo e me ne vado dallo Store con il mio portatile funzionante e senza aver pagato nulla.

Ore vorrei riflettere un pochino sul comportamento della Apple nei riguardi. Se avessi continuato con la sostituzione della scheda logica, secondo me non avrebbero neanche guardato quella vecchia, ma avendo rifiutato la sostituzione l’hanno ripulita e scoperto che il problema era dovuto da “polvere” e che bisognava solo ripulirlo. Deduco che in generale neanche controllano quale sia la causa del malfunzionamento e si buttano subito con l’opzione della sostituzione. È una delusione per me sapere che la Apple non controlli prima il problema del pezzo originale che magari può risultare non grave. Sono consapevole che il loro sistema di riparazione consiste principalmente in sostituzione dei pezzi danneggiati, ma non pensavo che fosse di questi livelli. In ogni caso se avete prodotti Apple e riscontrate problemi con i vostri dispositivi, vi consiglio comunque di passare da loro per poi andare da un’altra parte per avere una seconda opinione. Io per ora mi sono risparmiata i soldi e ho avuto un lieto fine.

 

 

Passaporto, che disavventura!

Voglio raccontarvi la storia del mio passaporto e di come non l’abbia ancora ottenuto. Un anno fa dopo quasi tre anni di attesa mi hanno dato la cittadinanza italiana, anche quella è una bella storia da raccontare. Nel marzo del 2015 ero all’anagrafe di Roma per il giuramento. L’appuntamento era di mattina verso le 9 ed ero tra le prime se non la prima, arrivo e mi dicono di aspettare. L’ufficiale che ha fatto il giuramento era una signora abbastanza anziana che secondo me è ora che vada in pensione per via della sua antipatia e acidità. Mi fa entrare e accomodare su una sedia di legno davanti ad una enorme scrivania. Nel mentre lei metteva in ordine alcuni documenti e nell’attesa mia madre che era venuta con me tira fuori il cellulare e inizia a fare foto, ma viene sgridata dalla signora acida che dice “Non iniziamo con queste foto! Le faccia alla fine”. Dopo qualche minuto di imbarazzante silenzio mi fa alzare in piedi dicendomi:”Metti la mano al cuore e ripeti dopo di me.”. La signora inizia a leggere ma non capivo una parola di quello che diceva soprattutto perché non scandiva bene le parole e aveva una voce stranissima. Io cerco di capire il più possibile e di ripetere, ad un certo punto si ferma e dice “Ricomincia dall’inizio! Non ho capito nulla di quello che hai detto, parla ad alta voce e ripeti bene.”. Io intanto pensavo “Magari se scandissi bene le parole riuscirei a ripetere meglio.”. Alla fine con qualche difficoltà nel comprendere ciò che diceva ho finito il giuramento e sono uscita con il foglio che attestava la mia acquisizione di cittadinanza italiana.

Acquisita la cittadinanza, i passi successivi erano la carta d’identità e il passaporto. La carta d’identità l’ho fatta nei giorni successivi e per mia fortuna non ho avuto molti problemi a parte la fila infinita al Comune ma alla fine l’ho ottenuta. Il passaporto era il passo successivo e molti mi hanno chiesto e mi chiedono se ho intenzione di partire, ma la risposta è “No, non devo partire”. Ho fatto richiesta perché la mia famiglia è abituata ad avere il passaporto perché non si sa mai ed è sempre meglio averlo pronto. Una sera decido finalmente di cercare come ottenerlo e quali sono i documenti richiesti, stampo il modulo, compilo il tutto e pago anche il bollettino alla posta. Sono quasi pronta a consegnarlo ciò che mi mancano sono le due foto tessera e la marca da bollo da acquistare al tabaccaio, due cose che si risolvono in meno di 20 minuti, ma non è così. Mi ero fissata che la foto del passaporto doveva venire bene e quindi sarei andata a fare la foto solo quando mi sarei sentita a mio agio, ma il giorno non arrivava mai e rimandavo sempre. Finalmente, dopo mesi ho deciso di fare la foto e di comprare la marca da bollo per poi consegnarla al Commissariato la mattina successiva. La foto è venuta bene e sono contenta del mio aspetto, vado al Commissariato e faccio vedere tutti i documenti. Il signore allo sportello mi chiede se ho portato tutto e confermo con sicurezza, ma lui dice “Aspetta, fammi controllare la foto..” c’è un attimo di silenzio e continua dicendo “Eh no, questa foto non va bene. I tuoi capelli coprono gli zigomi del tuo volto.. Deve essere almeno così..” mostrandomi alcuni esempi di foto tessera e chiedendo conferma alla collega che afferma ciò che aveva appena detto. Ero incredula di quello che era appena successo ed ero arrabbiata perché finalmente ero decisa di fare il passaporto ma la foto non andava bene, quindi sono costretta fare un’altra foto ma nella ricerca di un luogo per rifare la foto tessera avevo camminato tanto sotto il sole e avevo un pochino sudato. Alla fine trovo una cabina foto tessera e faccio la foto legandomi i capelli seguendo il consiglio del signore allo sportello. La foto era venuta male e non mi piaceva per niente il mio aspetto, ma ormai ero decisa e non m’importava più. Passano alcuni giorni prima che riesca a ritornare e al mio ritorno pare che non ci siano problemi per quanto riguardano i documenti. La signora dello sportello inserisce tutti i dati e alla fine mi dà il foglio per il ritiro passaporto, ma prima di andare mi dice di controllare i dati anagrafici. Leggo il mio cognome e al nome vedo un errore che per fortuna era facilmente correggibile. L’attesa per il ritiro è dai 15 ai 20 giorni lavorativi e ho deciso anche di aspettare una settimana in più perché non si sa mai. Arriva il grande giorno ed è passato quasi un mese dal giorno della consegna. Arrivo al commissariato e c’era una signora prima di me, mi siedo nell’area di attesa fino a quando il signore dello sportello mi chiama. Mi dirigo verso lo sportello e faccio vedere il foglio per il ritiro, legge il nome e cerca tra i tanti passaporti da ritirare. Me lo dà e mi chiede di controllare i dati prima di andare via. Leggo il mio nome e faccio anche lo spelling lettera per lettera quasi ad alta voce perché spesso com’era successo nella consegna sbagliano il mio nome, ma per fortuna era tutto corretto. La data di nascita era corretta e poi arrivo al sesso ma vedo una lettera strana perciò penso che magari hanno deciso di indicarlo in inglese ma realizzo ben presto che la lettera “M” anche in inglese sta per “male” che indica “maschio”. A quel punto chiedo ” Perché c’è M a sesso?” e il signore risponde “Ecco, ti pareva!”. Il signore si riprende il passaporto e va verificare le pratiche per capire se è stato un mio errore o un loro errore, ma ovviamente è stato un loro errore. Il signore molto dispiaciuto si è scusato e mi ha detto di tornare in settimana, ma è sempre meglio lasciare qualche giorno in più.

Sono quasi convinta che la sorte non voglia che abbia un passaporto in modo che non possa andare da nessuna parte anche se sinceramente non ho intenzione di partire, ma nella vita non si sa mai. Ora spero solo che al mio quarto ritorno al Commissariato riesca ad uscire con il mio passaporto in mano.

Nuovo blog

Ho aperto un nuovo blog perché è un requisito per il mio esame di informatica e non volevo svelare questo mio non tanto “secret” blog a persone che mi conoscono. Il nuovo blog è praticamente un portfolio dedicato ai miei lavori di fotografia e video.

Ho scritto quattro volte la parola “blog” e questa è la quinta, ora la smetto.

E’ ancora in fase di costruzione perciò scusatemi se ogni tanto spariscono e ricompaiono post o se cambio tema ogni giorno.

I’m a failure

Ho creato questo video per ricordarmi come ho fallito alla grande durante la sessione invernale di esami.

In due mesi non sono riuscita a dare neanche un esame perché mi mancava la volontà di studiare e ho ignorato più volte il problema fino a ridurmi a due settimane all’esame. Era “impossibile” essere pronta per via del mio ritmo lento e poco produttivo nello studio.

Il video racconta la sera prima dell’esame e il momento finale in cui ho capito che era impossibile e che avevo fallito.

 

Failure by Hannah Kirsten